Osteopatia pediatrica

L’osteopatia pediatrica e neonatale, grazie ad un approccio fatto di pressioni delicate e non invasive, aiuta il bambino a liberarsi dalle tensioni stimolando la sua capacità di autoguarigione.

Nel primo anno di vita si presentano i maggiori cambiamenti nello sviluppo di un bambino, l’osteopatia accompagna la sua crescita controllando che i passaggi fisiologici si manifestino nel momento corretto e corregge tutte quelle restrizioni che potrebbero alterare questa crescita.

L’osteopatia pediatrica deve poter riconoscere nel neonato alterazioni di forma cranica che possono ostacolare funzioni importanti, per esempio problemi di suzione, di deglutizione con relative coliche, rigurgiti, e alterazioni del ritmo sonno-veglia. Durante il processo di crescita, è importante controllare il bambino nello sviluppo del piede e dell’eruzione dentale per evitare rispettivamente alterazioni degli appoggi e della funzione masticatoria.

Nei neonati e nei bambini i disturbi più comuni riguardano:

Le Tecniche Osteopatiche

Sono svariate le tecniche e gli approcci che l’osteopata ha a disposizione. In particolare in pediatria si utilizza un approccio cranio-sacrale, ovvero un trattamento manuale dolce e non invasivo.

L’osteopata controlla il ritmo cranio-sacrale con entrambe le mani e attraverso manovre molto dolci riequilibra il sistema.

Tutti i tessuti sono dotati di una memoria, ogni cosa resta impressa nel tessuto come una fotografia, il trattamento osteopatico impedisce che questa memoria si strutturi attraverso delle disfunzioni che il bambino mostrerà nell’adolescenza e nell’età adulta: ritardi o difficoltà nel rotolamento, nel gattonamento, difficoltà del linguaggio, un’occlusione sbagliata, un atteggiamento scoliotico, disturbi della vista, un disallineamento delle spalle o del bacino, ginocchia valghe/vare, piede piatto ecc.

Come si svolge la seduta?

La seduta ha una durata compresa tra i 30 e i 50 minuti.

La prima parte della seduta prevede un’attenta rilevazione anamnestica mediata dalla mamma, delle caratteristiche fisiche e comportamentali del piccolo paziente.

Si richiedono informazioni relative alla gravidanza: eventuali problematiche, situazioni stressanti durante i 9 mesi, il travaglio, il tipo di parto, eventuali complicazioni che saranno utili per comprendere poi tensioni a livello del cranio; si verificano l’utilizzo di ossitocina, Apgar del neonato, eventuali giri di cordone ombelicale e i ritmi del nascituro: come e quanto dorme, quali posizioni preferisce o rifiuta, se mantiene una posizione preferenziale della testa, se ha avuto traumi o è caduto.

Tutti questi dati andranno integrati alla valutazione oggettiva del piccolo paziente così da strutturare un trattamento personalizzato e mirato a risolvere il disturbo attraverso pressioni dolcissime.