Definizione del disturbo
L’emicrania è una cefalea primaria di origine neurologica, caratterizzata da dolore pulsante, generalmente unilaterale, che può durare da alcune ore fino a diversi giorni. È spesso associata a nausea, vomito, fotofobia e fonofobia, rendendo difficoltose le normali attività quotidiane. In alcuni pazienti è preceduta da aura, un insieme di sintomi neurologici transitori come disturbi visivi, formicolii o alterazioni del linguaggio. L’emicrania coinvolge meccanismi neurovascolari complessi, con alterazioni della regolazione del flusso sanguigno cerebrale e della trasmissione del dolore. Tuttavia, esistono fattori scatenanti che possono favorire l’insorgenza degli attacchi: stress, disturbi del sonno, tensioni cervicali, alterazioni ormonali e disfunzioni temporo-mandibolari.
Trattamento fisioterapico e osteopatico
L’osteopatia non sostituisce la gestione neurologica dell’emicrania, ma può intervenire sui fattori predisponenti meccanici e neurovegetativi. Il trattamento della regione cranio-cervicale mira a ridurre tensioni che possono fungere da trigger. La normalizzazione della mobilità delle prime vertebre cervicali e ell’articolazione cranio-sacrale contribuisce a migliorare l’equilibrio neurovegetativo. Il lavoro sul diaframma e sulla respirazione riduce l’iperattivazione simpatica, spesso presente nei pazienti emicranici. In alcuni casi si osserva una riduzione della frequenza e dell’intensità degli attacchi.
Trattamento medico
La gestione medica dell’emicrania prevede farmaci specifici per il trattamento dell’attacco acuto e terapie preventive nei casi frequenti. La valutazione neurologica è sempre indicata, soprattutto nelle forme di nuova insorgenza.
Errori da evitare
Autogestire l’emicrania senza diagnosi o abusare di farmaci sintomatici può peggiorare il quadro clinico.