Calcificazioni della spalla

Definizione del disturbo
Le calcificazioni della spalla sono caratterizzate dalla deposizione di cristalli di calcio all’interno dei tendini della cuffia dei rotatori, più frequentemente nel sovraspinato. Questi depositi possono rimanere silenti per lunghi periodi oppure provocare dolore improvviso e intenso, soprattutto nelle fasi di riassorbimento calcifico, quando l’organismo tenta di eliminare il deposito. Il paziente può avvertire dolore acuto anche a riposo, limitazione importante del movimento e difficoltà nelle attività quotidiane.

 

Trattamento fisioterapico e osteopatico
Il trattamento riabilitativo non mira a “eliminare” la calcificazione — processo biologico spontaneo — ma a gestirne gli effetti funzionali. La terapia manuale consente di mantenere la mobilità articolare, riducendo rigidità secondarie al dolore. Le tecniche miofasciali lavorano sulle tensioni muscolari che aumentano la compressione subacromiale. Gli esercizi terapeutici aiutano a preservare la funzione della cuffia dei rotatori e della muscolatura scapolare, evitando compensi disfunzionali. Durante le fasi acute il trattamento è modulato per non irritare ulteriormente il tendine calcifico.

 

Trattamento medico
La gestione medica varia in base alla fase clinica. Nelle fasi dolorose acute il medico può prescrivere farmaci antinfiammatori o analgesici per il controllo del dolore. Quando la sintomatologia persiste, possono essere utilizzate terapie strumentali come onde d’urto focali, finalizzate a favorire la frammentazione del deposito calcifico. In alcuni casi viene eseguito il lavaggio percutaneo ecoguidato, procedura mini-invasiva che consente di aspirare il materiale calcifico. La chirurgia è rara e riservata a casi refrattari.

 

Errori da evitare
Immobilizzare completamente la spalla durante le fasi dolorose o evitare qualsiasi movimento per timore di “rompere la calcificazione” rappresenta un errore frequente che favorisce rigidità secondaria.