Definizione del disturbo
L’artrosi cervicale è un processo degenerativo che interessa dischi intervertebrali e articolazioni vertebrali. Con il tempo, la perdita di elasticità dei tessuti e la riduzione dello spazio discale determinano rigidità, dolore cronico e limitazione del movimento. Il paziente percepisce spesso scricchiolii, blocchi articolari e affaticamento cervicale anche per attività quotidiane.
Trattamento fisioterapico e osteopatico
Sebbene la degenerazione non sia reversibile, il trattamento riabilitativo è fondamentale per controllarne l’evoluzione funzionale.
Attraverso mobilizzazioni articolari dolci e tecniche manuali specifiche si lavora per mantenere la mobilità residua, ridurre la rigidità e migliorare la qualità del movimento. L’osteopatia interviene sulle compensazioni posturali globali, migliorando la distribuzione dei carichi lungo l’intera colonna. Grande importanza riveste il lavoro attivo: esercizi di mobilità, rinforzo muscolare e controllo motorio permettono di sostenere il rachide cervicale riducendo lo stress articolare.
Trattamento medico
La gestione medica dell’artrosi cervicale è orientata al controllo del dolore e dell’infiammazione nelle fasi di riacutizzazione. Lo specialista può prescrivere farmaci antinfiammatori, analgesici o terapie infiltrative nei casi in cui il dolore risulti particolarmente intenso e limitante. Parallelamente, l’inquadramento diagnostico mediante radiografie o risonanza consente di valutare il grado di degenerazione articolare. Nei quadri più avanzati, in presenza di compressioni neurologiche importanti, può essere richiesta
una valutazione specialistica neurochirurgica.
Errori da evitare
Ridurre drasticamente il movimento o affidarsi solo ai farmaci senza lavoro attivo peggiora rigidità e funzione.